Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento

I disturbi specifici di apprendimento sono disordini neuro-evolutivi, caratterizzati da specifiche difficoltà nell’acquisizione di una o più abilità scolastiche (lettura, scrittura e calcolo).

Si manifestano in soggetti con:

  • Funzionamento intellettivo generale nella norma
  • Tipica esperienza scolastica
  • Privi di compromissioni neurologiche e sensoriali significative

La comparsa del disturbo è data dall’interazione di fattori neurobiologici e fattori ambientali.

L’assetto neuropsicologico non favorisce l’apprendimento automatico delle specifiche abilità. Ciò ha un impatto significativo negativo per:

  • Adattamento scolastico
  • Attività della vita quotidiana

Relativamente alle diagnosi di DSA segnalate alle scuole, gli ultimi dati epidemiologici del MIUR, riferiti all’anno scolastico 2016-2017, riportano un’incidenza del 2,9 % nella popolazione scolastica. 

Classificazione diagnostica

In Italia per la diagnosi di DSA si fa riferimento al sistema ICD-10 (OMS), che propone le se seguenti etichette diagnostiche

  • Disturbo specifico della lettura (F81.0) – dislessia-
  • Disturbo specifico della compitazione (F81.1) – disortografia-
  • Disgrafia
  • Disturbo specifico delle abilità aritmetiche (F81.2) -discalculia-

Caratteristiche cliniche

  • Dislessia: minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta
  • Disortografia: minore correttezza del testo scritto
  • Disgrafia:  minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura
  • Discalculia: ridotte abilità numeriche (riconoscimento immediato di piccole quantità, meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, strategie di composizione e scomposizione di quantità, strategie di calcolo a mente) e in ambito procedurale (calcolo scritto, lettura e scrittura dei numeri, incolonnamento, recupero dei fatti numerici, algoritmi del calcolo scritto). 

Comorbilità

E’ frequente la presenza di più disturbi specifici di apprendimento e l’associazione con altri disturbi neuro-evolutivi (disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, disturbi dell’attenzione) e con disturbi emotivi e del comportamento

Percorso di prima certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) 

La Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento. 

La legge 170 tutela il diritto allo studio dei ragazzi con DSA e dà alla scuola un’opportunità per riflettere sulle metodologie da mettere in atto per favorire tutti gli studenti, dando spazio al loro vero potenziale in base alle loro peculiarità.

Scuole, famiglie e professionisti della Regione Lombardia devono fare riferimento alle “Linee guida esplicative del percorso di prima certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) per la scuola, per le famiglie e per i professionisti” – Regione Lombardia 23/12/2015 – link

Le linee guida descrivono nel dettaglio tutti i passaggi dall’individuazione delle difficoltà, alla diagnosi, alla prima certificazione e alla stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP). 

Diagnosi 

La diagnosi  può essere effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale o da strutture accreditate, a partire dalla fine della classe seconda della scuola primaria (dislessia, disortografia, disgrafia) e della classe terza della scuola primaria (discalculia).

La procedura prevede:

  • Raccolta elementi anamnestici e informazioni rilevanti, attraverso colloquio clinico con i genitori
  • Valutazione del profilo intellettivo, degli apprendimenti, di ulteriori elementi neuropsicologi ed emotivi
  • Diagnosi, indicazioni per l’intervento a scuola/casa e progetto riabilitativo 

Cosa dire al bambino?

E’ sempre bene spiegare al bambino in modo onesto l’obiettivo della valutazione psicodiagnostica.

Nella mia pratica clinica, per la preparazione al primo incontro, suggerisco queste parole: 

“..Incontrerai una psicologa – una dottoressa che lavora con i bambini ai quali accade di incontrare difficoltà/fatica a scuola. Ti porrà alcune domande per conoscerti, sfoglierete insieme i quaderni di scuola e ti verranno proposti giochi e attività scolastiche, che a differenza della scuola non riceveranno voti. Lo scopo di queste attività è infatti quella di ottenere una fotografia di te, che rappresenti ciò che per te è facile/difficile e quindi potere suggerire a te, ai tuoi genitori e ai tuoi insegnanti strategie/trucchetti/attività per potere alleviare la fatica…”.

Per la comunicazione della diagnosi è necessaria altrettanta trasparenza. 

Nella mia pratica clinica suggerisco queste parole: 

“…Siamo tutti diversi e abbiamo perciò abilità e strategie differenti per affrontare l’apprendimento. Ognuno di noi nasce con caratteristiche che lo contraddistinguono, proprio come per il colore dei capelli e degli occhi. Nel corso degli incontri sono state individuate le caratteristiche che determinano le tue fatiche incontrate a scuola, e queste hanno un nome (dislessia etc.). Insieme a genitori, insegnanti e la psicologa svolgerai attività e imparerai strategie per affrontare e ridurre tali fatiche”.

Trattamento

I disturbi specifici di apprendimento hanno una base neurobiologica e quindi per definizione sono caratterizzati da una resistenza al trattamento.

Nel caso ad esempio della dislessia, è bene tenere presente che un bambino con dislessia non potrà arrivare a leggere con la stessa velocità e accuratezza dei suoi pari normolettori, ma può comunque recuperare almeno una parte delle difficoltà. E’ quindi possibile non escludere margini di miglioramento, tenendo anche conto del ruolo della plasticità cerebrale. 

Una volta effettuata la diagnosi il terapeuta personalizza i programmi di intervento in base al profilo cognitivo e neuropsicologico, e a seconda delle caratteristiche, delle preferenze e degli aspetti emotivo-motivazionali di ogni bambino. 

Il trattamento dello specialista può avvenire su più piani:

  • Intervento orientato al compito (attività mirate a lavorare sugli specifici processi di apprendimento deficitari)
  • Intervento orientato al processo (attività sui processi neuropsicologici alterati sottostanti al disturbo)
  • Metacognitivo (attività per sviluppare consapevolezza e controllo dei propri processi cognitivi)
  • Psicologico (attività in area emotivo-motivazionale)

Come raccomandato nel documento d’intesa (PARCC 2011) i trattamenti per i disturbi specifici di apprendimento dovrebbero essere costituiti da cicli brevi, frequenti e ripetuti nel tempo.

Un trattamento inoltre dovrebbe soddisfare i seguenti criteri:  

Efficacia

  • Deve indurre miglioramenti superiori rispetto all’evoluzione naturale dell’abilità e stabili nel tempo
  • Il miglioramento deve essere percepito soggettivamente da parte del paziente o dalle persone rilevanti per lui (genitori e insegnanti)

Efficienza

  • Deve tenere conto del rapporto costi-benefici
  • Per promuovere l’efficienza negli ultimi anni ai trattamenti in studio vengono integrati i trattamenti distanza tramite piattaforme online (es. RIDinet)

A fianco del trattamento vero e proprio sono utili attività che favoriscano un avvicinamento alle aree interessate dal disturbo, oltre che lavori che favoriscano l’acquisizione delle strategie  che permettono di attenuare l’impatto delle difficoltà sul funzionamento scolastico e sulla vita di tutti i giorni. 

Piano Didattico Personalizzato 

A scuola viene redatto un piano didattico personalizzato (PDP), un progetto educativo e didattico personalizzato, commisurato alle potenzialità dell’alunno, che definisce tutti i supporti e le strategie che possono portare alla realizzazione del successo scolastico degli alunni DSA. 

È un documento flessibile e dinamico: potrà essere verificato e aggiornato dai docenti nel corso dell’anno scolastico.

I genitori del bambino devono leggere e approvare il piano didattico personalizzato del proprio figlio.

Il documento deve contenere:

  • i dati anagrafici dell’alunno
  • la tipologia del disturbo
  • le attività didattiche personalizzate
  • gli strumenti compensativi
  • le misure dispensative 
  • le forme di verifica e valutazione personalizzate

Evoluzione nel tempo

I disturbi di apprendimento hanno una diversa espressività nelle diverse fasi evolutive e hanno persistenza per tutto l’arco di vita.

In adolescenza le difficoltà a carico delle abilità strumentali (lettura, scrittura, calcolo) si associano a problemi legati alle richieste tipiche delle scuole secondarie, quali la comprensione di testi complessi, l’espressione scritta, il metodo di studio, il ragionamento matematico, la capacità di concentrazione e organizzazione, oltre che a problemi comportamentali ed emotivi

In età adulta la non totale automatizzazione delle abilità strumentali determina in università difficoltà relative alla capacità di prendere appunti, leggere grande quantità di materiale, comporre testi o progetti, organizzare individualmente l’attività di studio

Bibliografia:

“I disturbi dell’apprendimento” a cura di Cesare Cornoldi – Il Mulino

 

 

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